Sport in valle

Le principali risorse turistiche della valle consistono nel patrimonio naturalistico, di particolare bellezza. 

Per gli escursionisti e ciclisti vi sono numerosi percorsi ai laghi dei Tramonti (Redona, Cà Selva, Cà Zul o Ciul), a Meduno, a Campone, a Tramonti di Sotto, a Tramonti di Mezzo e a Tramonti di Sopra/Passo Rest. Il Monte Valinis (Meduno) è il luogo ideale per gli appassionati di parapendio. Per chi vuole mettersi alla prova con la scalata, sono presenti la palestra di roccia “Pianto del Rest, Val Tramontina” e la via ferrata “Dal Tramontin” (Tramonti di Sopra). È possibile praticare la pesca nei 3 laghi e nei torrenti Meduna e Chiarzo, la canoa sul lago dei Tramonti, la speleologia nel “Bus di Castigù” di Campone, le camminate con le ciaspole a Tramonti di Sotto e Tramonti di Sopra.

Arte, cultura e tradizioni

In tutta la Valtramontina si possono ammirare dei pregevoli esempi di architettura rurale con corti interne caratterizzate da arcate e pareti a pietra viva. 

Da visitare, a Campone, un antico mulino con ruota in legno risalente al XVII secolo ancora funzionante con i suoi vecchi meccanismi azionati da una roggia deviata dal torrente Chiarzò.

In vari punti della valle si possono ancora vedere i resti delle antiche fornaci utilizzate in passato per la produzione della calce.

Molte sono le piccole borgate sparse nella valle che vi consigliamo di visitare se volete fare un tuffo nel passato.

Gastronomia

Il prodotto d’eccellenza della Valtramontina è certamente la Pitina recentemente riconosciuta come prodotto IGP. Di origini contadine, le pitine nascono per soddisfare l’esigenza di conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, in zone tradizionalmente povere come il pordenonese.  Alla carne tritata di pecora, capra o di capriolo si aggiungevano sale, aglio, pepe nero, rosmarino o finocchio selvatici e bacche di ginepro, e si formavano polpette che si passavano poi nella farina di mais e si affumicavano sul fogher, il focolare tradizionale friulano. 

Delizioso è anche il Formai dal Cit che prende il nome dal vaso di pietra utilizzato per la sua conservazione. E’ un parente stretto del Formadi Frant nato dalle stesse umili esigenze di recuperare tutto dal quale però si differenzia per la speziatura fatta con pepe in grani.